PANASONIC G9

Ho avuto l’occasione di provare per un mese la Panasonic G9, una macchina mirrorless con sensore micro 4:3 con delle prestazioni molto interessanti sia per i video che per la fotografia. Monta un sensore da 20.3 MP con una strabiliante stabilizzazione su 5 assi, raffica a 9 fps con otturatore meccanico e fino a 30 fps nel caso di quello elettronico. Sicuramente la velocità è una delle peculiarità di questa macchina.

Nel kit fornitomi erano presenti anche un Leica 200mm f2.8,  un  Leica 8-18 f2.8-4 e un 12-60 f2.8-4, tre lenti davvero fantastiche!

DESIGN E CARATTERISTICHE

Molto bella da vedere e con un corpo molto ergonomico (per una comoda impugnatura, nonostante le dimensioni ridotte), professionale, resistente a schizzi, polvere e alle basse temperature.

Presenta il doppio slot per memorie SD, un display LCD superiore retroilluminato e la doppia ghiera (diaframma e tempi di scatto). Molto comodo anche il selettore per impostare la modalità di messa a fuoco (AF-S, AF-C e M), è presente anche il joystick per posizionare il punto di messa a fuoco, ma è in una posizione non troppo comoda.

I menù sono ben organizzati e nonostante siano pieni di funzioni, personalizzazioni e impostazioni, non si fatica a farci l’abitudine ed iniziare ad acquisire la logica con cui sono disposti. Essendo presente la suddivisione tra “foto” e “video” si riesce facilmente ad accedere alle impostazioni necessarie. Non manca il menù personalizzato in cui poter inserire i propri preferiti.

Il mirino elettronico è davvero molto bello e fedele, essendo abituato ad utilizzare una reflex, sicuramente questa è la prima differenza che si nota e con cui ci si immagina di fare difficoltà ad abituarsi, invece diventa amore a prima vista! La possibilità di regolare l’esposizione e vederla in real-time direttamente nel mirino, permette di essere molto rapidi ad aggiustare i vari parametri. Anche in condizioni di forte luce è molto ben leggibile anche grazie all’oculare piuttosto avvolgente.

Allo stesso modo anche lo schermo è ben leggibile e con un’ottima fedeltà. Molto interessante la possibilità di ruotarlo, permettendo di lavorare comodi anche in posizioni di scatto particolari. Tutte le informazioni sono visibili allo stesso modo sia sullo schermo che sul mirino ed è possibile scegliere quali dei due utilizzare o se permettere lo switch automatico sfruttando il sensore di prossimità. Ovviamente è dotata di touch-screen, molto fluido e reattivo.

MIRINO E DISPLAY

Vorrei iniziare a parlare direttamente del mirino e del display, perché come già anticipato per chi proviene dal mondo reflex è proprio il mirino ad attirare l’attenzione. A primo impatto guardare dentro l’oculare e vedere qualcosa di “finto”, non è molto gradevole. Basta ben poco tempo per cambiare idea e non volerne più farne a meno. Il mirino elettronico è comodissimo, permette di avere un feedback immediato sull’esposizione, sia per quanto riguarda l’esposizione che la profondità di campo, senza mai dover staccare l’occhio dall’oculare. Molto furba l’idea di utilizzare un oculare bello grande e avvolgente, grazie al quale non si fatica a leggere il mirino in ogni condizione di luce.

Le informazioni visualizzabili sono molteplici, anzi tutte. Infatti si può utilizzare ogni menù della macchina come se si stesse usando il display. In questo modo è praticamente impossibile commettere errori, la macchina restituisce continuamente feedback di ogni genere sulla scena ripresa e non è quindi necessario dedicare troppa concentrazione alle regolazioni tecniche della fase di scatto, avendo così la possibilità di concedere più attenzione alla composizione dell’immagine e all’interpretazione della scena. Insomma, il tecnicismo viene “superato” agevolmente, lasciando spazio alla creatività.

Non utilizzo occhiali, quindi non mi sono mai trovato a modificare la percentuale di ingrandimento del mirino, ma è presente questa funzionalità e la ritengo piuttosto importante, in modo da permettere a chiunque di godere delle potenzialità del mirino.

Un altro aspetto degno di nota, è l’assenza di blackout del mirino oltre il primo fotogramma di una raffica. Questo aspetto è molto comodo soprattutto nel caso della caccia fotografica, fotografia sportiva e in tutti quei generi in cui è importante seguire il soggetto in movimento.

Per quanto riguarda il display, abbiamo la possibilità di ruotarlo intorno ad un asse. Questa libertà di movimento garantisce flessibilità di utilizzo, potendo osservare facilmente la scena ripresa, anche nelle posizioni più scomode. Inoltre, potendolo ribaltare su se stesso, è possibile richiuderlo evitando di graffiarlo durante il trasporto o uso in condizioni difficili.

FOTO

Per quanto riguarda l’ambito FOTO, la G9 rappresenta la punta di diamante in casa Panasonic.

La parte che più mi ha colpito (non solo nelle foto, ma anche nei video) è la stabilizzazione. Questa macchina dispone della stabilizzazione a 5 assi direttamente sul sensore che può essere combinata con quella a 2 assi dell’obiettivo (ovviamente nel caso in cui sia presente). Avendo avuto la possibilità di provare il 200 mm f 2.8 Leica non sono mancate occasioni di testare questa potenzialità (ci tengo a ricordare il fattore crop 2x, quindi sarebbero 400 mm equivalenti).  Il micro mosso non è più un problema, si riesce a scattare con tempi molto lunghi (se comparati al millimetraggio) senza la necessità di utilizzare un treppiede o un qualsiasi supporto, questo è molto importante nel caso in cui si facciano foto a soggetti fermi in condizione di scarsa illuminazione, ma può essere un buona arma anche nella caccia fotografica considerando che si scatta spesso in orari prossimi all’alba o al tramonto e poter allungare il tempo di esposizione può fare la differenza (restando nei limiti di sicurezza per congelare i movimenti dell’animale). Parlando di numeri, con le stabilizzazioni attive si possono risparmiare ben 6.5 stop, non male come risultato!

Per quanto riguarda la messa a fuoco, viene usato un sistema a contrasto con 225 punti. Anche in questo caso il grado di personalizzazione è elevatissimo. Si possono scegliere molteplici modalità di messa a fuoco e crearne di personalizzate. Ovviamente con i 225 si riesce a coprire benissimo il fotogramma e non si hanno problemi a seguire i movimenti dei soggetti grazie al tracking. Non ho avuto particolari problemi con questo sistema di messa a fuoco, anche se a volte ha faticato ad agganciare il soggetto in condizioni di scarsa luminosità e con soggetti scuri.

La tenuta ISO, nota spesso dolente dei sensori micro 4:3, posso dire di aver trovato dei file piuttosto lavorabili fino ai 3200/4000 ISO.  Tuttavia nella caccia fotografica, sono riuscito a scattare quasi sempre sotto i 1600 ISO, aiutato dall’ampia apertura del 200 mm f 2.8, per cui non ho riscontrato problemi di alcun genere.

VIDEO

Nonostante i miei test fossero incentrati sulla fotografia, non ho resistito a registrare qualche filmato.

Grazie alla stabilizzazione sui 5 assi, tutto è più semplice e gradevole, non servono gimball o simili per ottenere un filmato piuttosto stabile.  Il risultato è già ottimale con un obiettivo non stabilizzato, ma si hanno risultati incredibili con le lenti stabilizzate. Ho avuto la possibilità di filmare dei cervi in movimento con il 200 mm a mano libera..straordinario!

Molto interessante anche la funzionalità slowmotion che viene fatta direttamente in camera e non prevede la registrazione dell’audio. Nel caso del full HD si parla di 180 fps con fuoco manuale, non male considerando la qualità dei file prodotti. 

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Dalla recensione non è difficile capire quanto mi sia trovato bene con il mirino elettronico, vedere la foto “finita” in real-time è veramente piacevole ed aiuta a non perdere tempo per aggiustare l’esposizione, oppure evita di fare errori quando si scatta “al volo”. Lo stesso discorso vale per il display, molto nitido, ben leggibile e fedele. Anche se questi aspetti potrebbero sembrare semplici “dettagli”, in realtà fanno la differenza.

Un’altra cosa che ho apprezzato molto di questa macchina, è l’ergonomia. Nonostante le sue dimensioni ridotte e la forma di poco ingombro, è molto ben impugnabile anche con lenti importanti come il 200 mm f 2.8. La presa è sicura e non stancante, in ogni caso se non si fosse soddisfatti è possibile utilizzare il battery-pack.

Per quanto riguarda l’utilizzo nel contesto wildlife, la macchina si comporta molto bene. Essendo mia abitudine scattare nel formato Raw, non ho utilizzato la funzione raffica 6K, che produce solo jpeg, ma che nel caso di movimenti molto veloci del soggetto, permette di congelare ogni istante e poi sceglierlo in una seconda fase. La tenuta ISO permette di scattare foto con dell’ottimo dettaglio anche con scarsa illuminazione. Il mio consiglio è di utilizzare diaframmi molto aperti, in modo da avere un buono sfocato, infatti lo sfocato del sensore micro 4:3 non è sicuramente all’altezza di un sensore fullframe, ma per fortuna esistono delle ottiche fantastiche!

Se vi piace avere un unico corpo con cui scattare ottime foto, realizzare video stupendi e con poco peso/ingombro….probabilmente la G9 è la macchina giusta!